Continuare a camminare per realizzare i propri sogni (Intervista a Caterina Cropelli)

“Sono qui per mettermi in gioco. La musica per me è stata la mia medicina, mi ha aiutato in momenti molto difficili (…) mi sono rifiutata di diventare briciole”. È quello che Caterina Cropelli, giovane cantautrice trentina, ha dichiarato durante le audizioni della sedicesima edizione di X Factor. Qualche giorno fa ho avuto modo di scambiare due chiacchiere con lei. Vi lascio subito alla nostra chiacchierata!

Ciao! Presentati.

Ciao! Mi chiamo Caterina e sono una cantautrice, trentina e ritardataria.

Hai iniziato a simpatizzare prima con la chitarra o con la voce? A che età?

Prima con la voce, all’asilo ero una radiolina, cantavo sempre. Verso i tredici anni ho cominciato a suonicchiare la chitarra con lo scopo di accompagnarmi nel canto. È stato amore a prima vista, da lì non l’ho più lasciata.

Quando e in che occasione hai iniziato a scrivere canzoni? Ti ricordi la prima in assoluto che hai composto?

Ho iniziato a scrivere canzoni dopo il mio percorso ad X Factor, non l’avevo mai fatto prima, per me è stata una grande scoperta.

La prima canzone che ho scritto, seppur molto semplice, trattava la tematica dei disturbi alimentari. Non è mai stata pubblicata sulle piattaforme digitali, ne ho semplicemente pubblicato un video sul mio profilo Instagram. L’obiettivo principale era quello di stare accanto, attraverso la musica, a tutti coloro che soffrono di anoressia e bulimia e, di conseguenza, ricambiare questa bellissima arte del favore che mi fece tempo fa.

In parte ci sono riuscita, perché questa canzone è stata usata come “inno” per il 15 marzo, giornata del Fiocchetto Lilla nata per ricordare, far sentire meno soli e sostenere le vittime di questi disturbi e le loro famiglie. 

È stato difficile scegliere di dedicare la propria vita interamente alla musica? Avevi altri progetti in mente?

Diciamo che la musica si è sempre posta al centro della mia vita. Durante la maturità mi sono trovata a studiare e, al contempo, fare i provini per X Factor. Poi, come per magia, sono entrata nel programma e mi sono ritrovata catapultata in questo mondo così “particolare” ma al contempo meraviglioso. Non mi sono mai chiesta quale strada prendere … ho continuato semplicemente a camminare! 

A proposito di X Factor 2016, ti andrebbe di raccontarmi in breve la tua esperienza? Inoltre, in questi quattro anni è cambiato il tuo approccio alla musica? Insomma, sei rimasta fedele al tuo genere o hai avuto modo di mettere “le mani in pasta” in altri generi musicali?

X Factor è stata un’esperienza molto forte, mi è sembrato di vivere tre anni in uno. Ho avuto modo di confrontarmi e di cantare su un palco con artisti pazzeschi, è chiaro che mi ha fatto crescere molto. Durante il programma ho avuto modo di esibirmi con brani appartenenti al cantautorato italiano. Grazie a quest’esperienza ho scoperto che mi piace moltissimo cantare ed esprimermi nella mia lingua. Semplicemente mi sono lasciata influenzare da quello che mi circondava e ho ampliato tanto i miei orizzonti musicali. 

Mi sento però una Caterina molto diversa da quella che ha fatto il programma proprio perché prima cantavo le canzoni degli altri e ora scrivo le mie.

A proposito, “Caterina” è il tuo primo album, uscito il 27 Marzo. Potremmo considerarlo un po’ come uno specchio in cui si riflette la tua personalità in modo cristallino? 

“Caterina” è il titolo del mio album. Ho deciso di dargli il mio nome perché dipinge perfettamente i tanti piccoli pezzi che compongono il puzzle della mia personalità. Ho voluto regalare me stessa al pubblico, donarmi alla gente al cento per cento, mi sento di dire che questo disco è stato scritto davvero col cuore. È stata un’occasione per che guardarmi dentro, mi ha permesso di “scannerizzare” la mia anima ancora una volta, dunque mi ha fatto crescere tanto!

Voglio tornare un attimo ad X Factor: durante i provini hai detto che la musica è stata la tua medicina. Non posso che essere totalmente d’accordo con te. La musica è stata la mia forza e lo è ancora. Ma torniamo a te: che consiglio daresti a tutti coloro che vogliono intraprendere questo percorso ma che non sanno come muoversi in questo campo?

Non so se può essere un consiglio, sicuramente bisogna crederci molto e perseverare, avere pazienza. Come avrete già sentito molte volte, questo è un mondo molto difficile, in cui veramente in pochi riescono. Bisogna essere molto caparbi, ma credo che con la giusta determinazione, talento e un pizzico di fortuna si possa riuscire a fare della musica il proprio futuro. Inoltre, credo che se una cosa è destinata a te troverrà il modo di raggiungerti!

Grazie mille per questa piacevole chiacchierata, è stato davvero un piacere!

Ma grazie a te! A presto!

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