Educazione professionale e musica: due passioni in un solo corpo (Intervista ad Alfiero)

Ciao! Presentati.

Ciao, io sono Alfiero, scrivo canzoni, mi piace la pizza e abito vicino il mare.

Quando hai iniziato a fare musica?

Ho iniziato molto presto, ricordo la prima chitarra all’età di 10 anni e le prime “canzoni” che scrivevo perché mi annoiavo a suonare solo e sempre “La canzone del sole”. Dopo varie esperienze di gruppi nel 2017 ho deciso di iniziare il progetto solista Alfiero.

Quando hai capito che la musica non era solo una passione per te, ma una vera e propria esigenza?

Direi da subito, lo scrivere ed esternare quello che hai dentro è diventata un’esigenza fin dal primo momento in cui ho preso in mano una chitarra. C’è come un alone di magia quando si scrive una canzone, c’è uno svuotamento e una leggerezza unica che ti fa stare bene, diventa quasi una dipendenza.

Quali sono i tuoi artisti di riferimento e in quale genere ti rivedi maggiormente?

Ascolto tutta la musica, non ho punti di riferimento. Però potrei elencarti gli artisti che ho ascoltato in maniera più frequente. Direi Fabrizio Moro, Lucio Dalla, Francesco de Gregori, The Lumineers, Nirvana e Placebo. Credo di vedermi più in un genere pop cantautoriale… Almeno credo 😅

Parlando di generi musicali, mi viene in mente il tuo album “Un genere solo”, uscito il 24 novembre. Perché proprio questo titolo?

Ho scelto il titolo “Un genere solo” perché credo che questo disco sia un disco sociale, parlo della società che ci circonda, del genere umano nelle sue mille sfumature, nei suoi difetti e nei suoi pregi, delle differenze. Nonostante tutto viviamo tutti sotto lo stesso cielo, dovremmo sopportarci un po’ di più perché siamo dello stesso genere.

L’album è stato preannunciato dal brano “Non mi lamento”, pubblicato il 20 ottobre. “Non mi lamento, ma ogni tanto piango in silenzio per non crear disturbo e per non sentirmi dire “Andrea sei stanco?””. Io credo fermamente che nella società di oggi, bombardata da foto di falsa perfezione e felicità vuota, molto spesso non ci si può permettere di apparire giù di morale, tristi, emotivi, umani. Questo discorso vale, purtroppo, soprattutto per gli uomini, che non possono molto spesso mostrare le proprie emozioni poiché altrimenti etichettati come “femminucce”, come maschi di serie B, come piccoli uomini. Per fortuna c’è l’arte, la musica, al di sopra delle etichette, degli stereotipi, della stupidità della gente, che eleva l’animo umano e gli permette di guadagnarsi quel pizzico di libertà assoluta che nella società non è possibile avere. La canzone fa riferimento ad un avvenimento della tua vita o ha più uno stampo generico, sociale?

“Non mi lamento” è una canzone molto intima, in cui descrivo un periodo molto difficile di una persona a me cara. Però è vero quello che dici tu: purtroppo la nostra società non aiuta a tirare fuori liberamente le nostre emozioni. Io penso che le lacrime aiutano e rendono le persone più forti. L’autenticità di una persona è fatta di emozioni. Purtroppo gli stereotipi mettono un bavaglio alla nostra libertà.

Spero che l’arte possa aiutare ad aprire gli occhi e, come dicevi tu, “sopportarci un po’ di più perché siamo dello stesso genere”, senza puntare il dito contro l’altro, anzi abbracciarlo e accoglierlo.

Tornando alla tua musica, “Arancione” è il tuo primo album. La copertina ritrae un omino stilizzato con un aquilone arancione in mano. Che messaggio hai voluto mandare attraverso questa scelta?

Il primo album era semplice, con suoni scarni e poco ricercati. Proprio questa semplicità mi ha dato l’idea di una copertina disegnata. Io di mestiere faccio l’educatore in una casa famiglia e quindi sono circondato da bambini, l’idea della prima copertina è stata anche la loro.

Che bello rendere i bambini protagonisti di una cosa così bella come l’arte! Con la loro semplicità e la loro perspicacia rendono tutto migliore.

Un’ultima domanda: qual è il tuo sogno nel cassetto, quali i tuoi progetti futuri?

Il mio sogno nel cassetto è quello di continuare a fare musica, arrivare a 70 anni e avere ancora qualcosa da dire. Progetti futuri tanti… Ho mille idee… Spero di realizzarle presto.

E io te lo auguro con tutto il cuore. Grazie per il tuo tempo!

Ma grazie a te Adry!

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