Pensare male!

Buonasera!

Come avete passato questa domenica ?

Io benone. Sono stata a pranzo da mia nonna… con questa frase ho detto tutto!

Da poco sono tornata a Ragusa per ricominciare un’altra settimana carica di impegni universitari. Durante il ritorno all’ “inferno” , però, ho allietato il viaggio con un po’ di musica che, come ormai ben si sa, costituisce una parte fondamentale di me.

Ne ho approfittato per ascoltare un po’ di musica “nuova”, tra cui il singolo “Pensare male” dei Kolors, uscito il 15 Marzo.

Questa canzone ha, però, un qualcosa di innovativo. Stavolta non ci sono Gucci Mane, come nel caso di What happened last night (https://www.youtube.com/watch?v=GaNRY9NfdjI) o lo zio Ax, come in Come le onde (https://www.youtube.com/watch?v=w450mf1RVac) o in Assenzio (https://www.youtube.com/watch?v=Lmwe6AzVOuA) a rappare su un pezzo musicalmente curato nei minimi dettagli da una band assurda.

In questo brano ritroviamo una sfumatura pink: no, non è il loro ex direttore artistico di Amici 14, la poliedrica Elisa, con la quale i Kolors hanno avuto modo di registrare “Realize”, una canzone del loro secondo cd, “Out”(https://www.youtube.com/watch?v=Z5Z1r-saI2Q).

Si tratta una voce che da tre anni ha stupito tutti con la sua “dolcezza graffiante”: sto parlando della mitica Elodie Di Patrizi, finalista di Amici 15.


Ma perché i Kolors hanno scelto proprio lei?

Per un gusto personale, o perché c’è qualcosa di più?

Analizziamo insieme il testo di “Pensare male”:

(STASH) A volte fisso lo specchio e penso che 
ho fatto quasi trent’anni anni e non è un granché 
ho i tuoi vestiti qui da me 
e ricomincia la guerra delle spunte blu 
si è fatto tardi e mi sa che non esco più 
tanto risponderai alle tre

non c’è più serata in giro e chiami tu (chiami tu) 
non c’è più nessuno che ti fa

pensare male di me 
ma in fondo non sai se crederci veramente 
pensare male di me 
anche quando non vuoi, poi fai finta di niente 
lascia un vestito da me così domani potrai avere ancora una scusa 
per ritornare da me ma in fondo non vuoi andare via veramente

(ELODIE) Calpesterò le tue rose pensando a te 
resterò fuori stanotte e non so perché 
negli occhi degli altri vedo te 
mi bevo il cuore in un angolo della città 
un ubriaco mi grida “Sei splendida” 
vorrei che fosse la verità 
ma invece mi sento così fragile 
per me sempre così facile 
perdere la testa 
ti dico di andar via ma vorrei dire resta

non c’è più serata in giro e chiami tu (chiami tu) 
non c’è più nessuno che ti fa

pensare male di me 
ma in fondo non sai se crederci veramente 
pensare male di me 
anche quando non vuoi poi fai finta di niente 
lascia un vestito da me così domani potrai avere ancora una scusa 
per ritornare da me ma in fondo non vuoi andare via veramente

pensare male 
pensare male 
pensare male di me 
pensare male 
pensare male 
Pensare male di me

(STASH) Pensavo che è sempre più facile allontanarsi 
è sempre più facile dimenticarsi 
e invece siamo qui coi rimorsi 
ci diamo i morsi

(ELODIE) Sulla tua pelle bianca voglio scivolare 
nella notte sembra di volare 
sinceri non lo siamo stati mai 
sorridi e te ne vai

Pensare male di me 
ma in fondo non sai se crederci veramente 
pensare male di me 
anche quando non vuoi poi fai finta di niente 
lascia un vestito da me così domani potrai avere ancora una scusa 
per ritornare da me ma in fondo non vuoi andare via veramente

Pensare male 
(pensare male di me) 
pensare male 
(pensare male di me) 
pensare male 
pensare male 
pensare male 
pensare male di male 
pensare male 
pensare male 
pensare male di me.

Come si può ben notare, il testo è organizzato come una sorta di botta e risposta.

Inizia infatti Stash con la prima strofa e il ritornello; poi, nella seconda strofa, entra Elodie.

Un verso che mi ha colpita molto è stato: “ma invece mi sento così fragile, per me sempre così facile  perdere la testa, ti dico di andar via ma vorrei dire resta”. 

C’è quindi la trasfigurazione di una personalità forte (in sintonia con la voce e il modo di approcciarsi tipico di Elodie) ma soltanto all’apparenza. Chi sa vedere oltre capisce che questa è solo una corazza per nascondere le proprie fragilità, in questo la paura di amare e di essere delusi per l’ennesima volta. Potremmo quindi dedurre che i ragazzi abbiano scelto Elodie poiché rappresenta a pieno, dal punto di vista caratteriale, la ragazza a cui si rivolge Stash.

Un aspetto che mi è piaciuto di questo brano è stato il suo essere genuino e rappresentazione di un momento di vita reale (lo stesso cantante ha postato delle storie in cui dichiarava ciò; storie alla fine dell’articolo).

Stash racconta infatti di una persona a lui cara che però si fa coinvolgere troppo dalla situazione ed ha mille titubanze; forse perchè non conosce bene l’altro e si fa distrarre dai commenti negativi degli amici. Ritorna questo timore di fidarsi dell’altro, quindi l’incertezza insita nel cuore di questa ragazza, che viene da una parte aumentata dalle maldicenze sul suo amore ma, allo stesso tempo, negata dalle stesse: la ragazza  non vuole credere totalmente a ciò che si dice su di lui, perchè gli è legata, e dentro di lei sente che questo legame è indissolubile (Stash  precisa che “non c’è più nessuno che ti fa pensare male di me”; la ragazza sembra aver capito, almeno in parte, che deve credere solo a quello che il suo cuore le dice: amarlo fino in fondo, incondizionatamente. Quest’ultima idea viene rappresentata anche dai vestiti della ragazza rimasti a casa di Stash, simbolo di un “pezzo” di sé lasciato al suo amore). Lei si trova tra due fuochi, ad un bivio, in cui deve scegliere se continuare questo rapporto di “odio-amore”, o se tagliare la corda per sempre, cancellando così una parte di lei. Tutte e due le scelte sono difficili, e portano sofferenza, solo che una potrebbe essere dipinta come la più comoda: cancellando il rapporto con una persona, si può star male per un po’ di tempo, ma la ferita prima o poi si rimargina (come si dice, “Lontano dagli occhi, lontano dal cuore”, anche se io non ci credo tantissimo). Invece, se si continua il rapporto con quella persona, ci si deve sempre far carico dei pensieri altrui, si deve combattere contro di essi, e si deve tener testa anche alle titubanze che nascono continuamente. 

Io però penso una cosa: vale la pena lasciar andare colui che può rivelarsi l’amore della propria vita solo perché alcune persone gettano fango su di lui? Allora, solo perché tutti giudicano tutto non dobbiamo vivere seguendo i nostri sogni e cercando di raggiungere ciò a cui aspiriamo solo per paura del giudizio altrui? Ma chi sono gli altri per sentenziare?! Nessuno ha il diritto di giudicarti; il parere è ben accetto, le critiche pure, ma solo nel momento in cui sono costruttive. Ma se nascono dall’invidia di coloro che non ce l’hanno fatta e che vogliono vederti soccombere, beh, mi dispiace, ma io non dò la soddisfazione a nessuno di vedermi gettare le armi!

Spero di ricordarmi di quest’articolo nel momento in cui dovrò fare delle scelte importanti nella mia vita, dato che non sono la sicurezza fatta in persona. Trascrivo una frase che mi ha colpito molto: “Non permettere a nessuno di dirti che non ce la puoi fare! Tu intanto prova, se non ci riesci, sarà comunque un’esperienza che arricchirà il tuo bagaglio personale. Se invece non provi, non saprai mai come potrebbe andare a finire”.

Quindi, per ritornare al testo della canzone, morale della favola … Viva l’amore! 

Auguro a Stash e a questa ragazza di trovare il coraggio di amarsi per quello che sono, fregandosene totalmente dei pareri effimeri degli altri. 

P.S.: Mi permetto di pubblicare delle storie di Stash e Rudy Zerbi, in cui si approfondisce meglio il perché della nascita di questo brano. 

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