Ashes dance in the sun… (Intervista agli Atwood)

Atwood band

Adriana: Ciao! Presentatevi!

Atwood: Ciao! Siamo gli Atwood, una band milanese formata da Alice – voce, Daniele – chitarra, Alessio – basso, e Lorenzo – batteria. Abbiamo tutti 25-26 anni.

Adriana: Come mai questo nome?

Atwood: Se hai mai guardato the OC, sicuramente ricorderai Ryan Atwood 😀 L’abbiamo scelto perché breve e d’impatto, ci suonava bene. Qualcuno potrebbe trovare un riferimento a Margaret Atwood, o cercare di tradurlo con qualcosa tipo “al bosco” (sì, è successo), ma non è nulla di così complesso!

Adriana: Quando e in che occasione è nata la band?

Atwood: Abbiamo iniziato come cover band nel 2017, ma abbiamo subito cercato di dare un’impronta personale riarrangiandole tutte. Abbiamo approcciato band come Paramore e PVRIS, ma anche pezzi pop radiofonici. Il periodo cover, comunque, è stato brevissimo, perché già dopo un paio di mesi avevamo scritto il nostro primo pezzo, Empty Room (https://youtu.be/-KKFt_FOyAQ), che trovate all’interno dell’EP. Il nostro vero e proprio viaggio inizia il 19/11/2018 con l’uscita di “Black Mirror” (https://youtu.be/09bArMpP3LM). Il 27/11/2018 abbiamo poi pubblicato il primo EP “at odds”. Il 25 ottobre 2019 è uscito il nostro nuovo singolo, “Dance in the sun” (https://youtu.be/ujKEeYn0pCo).

Adriana: In che genere vi sentite più a vostro agio? Qual è la vostra natura?

Atwood: Non c’è un vero e proprio genere in cui ci sentiamo tutti a nostro agio, perché fortunatamente siamo tutti abbastanza diversi a livello di gusti, e questo ci permette di adattarci a ciò che vogliamo fare. Siamo partiti dal post-hardcore/alternative, ma siamo finiti con l’includere più pop per divertirci un po’ a sperimentare cose (per noi) nuove. Non vogliamo prendere una strada e seguirla ciecamente.

Adriana: Pensate di essere radiofonici?

Atwood: Direi di sì. Dance in the sun, il nostro ultimo singolo, ha un’impronta più prettamente “pop”, quindi probabilmente più accessibile a un pubblico più vasto. Non nego però che trovo anche Black Mirror un pezzo radiofonico, forse per il synth che la sorregge: è tamarro quanto basta da restare impresso in chi la ascolta.

Adriana: Di cosa pensate ci sia bisogno per avere successo, insomma, per sfondare?

Atwood: Il talento, chiaro, ma quello ce l’hanno in tanti, e ormai non basta più. Sono dedizione e perseveranza maniacali che premiano, alla fine. La fortuna gioca sempre un ruolo importante, certo, ma bisogna darle una mano.

Adriana: Quali sono i vostri punti forti, quali quelli deboli?

Atwood: I nostri punti forti sono costanza e cocciutaggine davanti a ogni ostacolo, unite a una meticolosa ricerca della perfezione, sia nel suono che nella scrittura. I punti deboli sono difficili da elencare, ma direi che il principale è che dobbiamo ancora farci un po’ le ossa, perché ovviamente non abbiamo l’esperienza di una band attiva da 10 anni.

Adriana: Avete già suonato dal vivo? Se sì, dove?

Atwood: Abbiamo già fatto quasi 40 live da marzo a oggi, e non abbiamo intenzione di fermarci. Tra le tappe più importanti, ad aprile 2019 abbiamo vinto il contest “Nuove prospettive” di Kleisma, che ci ha portati alle finali di 1MNEXT 2019 a Roma. In occasione dell’Emo night vol.2, al Circolo Svolta di Rozzano, abbiamo suonato in apertura ai Lost, storico gruppo della scena emo/pop-punk italiana, e all’Emo Night Vol.4 abbiamo aperto gli Eyes Set To Kill, band di calibro internazionale. Abbiamo poi vinto il Bergamo Summer Contest, organizzato per dare spazio alle band emergenti, e la nostra soddisfazione più recente è essere riusciti ad arrivare in finale al Rock in Park Contest 2019 di Milano, al Legend Club.

Adriana: Quali sono i vostri progetti futuri?

Atwood: Per il futuro abbiamo in piano di suonare tantissimo, possibilmente anche all’estero, e di pubblicare qualche altro pezzo, magari condensato in un EP.

Adriana: Con quali artisti vi piacerebbe collaborare?

Atwood: Ci piacerebbe molto collaborare sia con artisti affermati che con emergenti della scena locale, perché è pieno di musicisti davvero validi. Qui, però, è tutto in forse 😉

Adriana: Vi ringrazio per la vostra disponibilità! A presto!

Atwood: Ma grazie a te! Ciao!

La Musica Colta: evento estivo gelese

Domenica 18 Agosto si è svolto, presso l’ex convento delle Benedettine a Gela, l’evento dell’Estate Gelese intitolato “Musica colta”, organizzato dall’associazione ”Amici della Musica G. Navarra” e patrocinato dall’Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo. Si tratta di una delle tante serate dedicate all’ascolto di musica classica, jazz e canto lirico (per visionare le prossime date, andare a fine articolo). L’ultima data ha visto protagonista il duo composto dal violoncellista Francesco Angelico e dalla pianista Giulia Russo. Prima di pubblicare il video della loro esibizione, vorrei presentarvi brevemente i due musicisti.

Si tratta di un ensemble nato nel 2017.

Francesco Angelico è uno studente dell’ Istituto Superiore di Studi Musicali “Vincenzo Bellini” di Catania. Si perfeziona seguendo dei Masterclass dei maestri Hoffmann e G. Sollima. Si è esibito nei più importanti teatri del panorama italiano, come l’Auditorium “G. Agnelli” di Torino e il Teatro “Laura Rossi” di Macerata insieme all’orchestra G. Sinopoli. Ha vinto importanti concorsi solistici, come il “Placido Mandanici” e il “B. Albanese”.

Giulia Russo ha ottenuto il diploma e la laurea specialistica con il massimo dei voti e lode, dignità di stampa e incisione discografica sotto la guida del maestro Maria Santina Schillaci. Si è esibita in concerto in formazioni cameristiche e da solista in importanti palcoscenici come il Mozarteum di Salisburgo e Milano Piano City 2019. Nel 2016 ha debuttato da solista con l’orchestra dell’Istituto “Vincenzo Bellini”, eseguendo il Concerto n° 3 di Beethoven.

Il duo ha vinto il Primo Premio Assoluto e il Premio Interpretazione al Concorso Nazionale “Amigdala” 2019.

Ma non è finita qui: l’evento ha riservato una sorpresa che è stata abbastanza gradita dal pubblico. Alla serata ha infatti partecipato un ospite speciale: si tratta del piccolo grande pianista romano Gabriele Ricupero. A soli 12 anni, è un portento: riesce ad eseguire interi brani di musica classica in modo eccellente; ma, indovinate un po’… senza leggere lo spartito! Domenica ho avuto modo di scambiare due chiacchiere con lui. Ecco a voi il risultato.

Ne approfitto per ringraziare i genitori di Gabriele che mi hanno dato il permesso di pubblicare questa piccola “intervista”. Vi lascio con il video dell’esibizione di Gabriele. Ricordo che alla fine dell’articolo troverete le prossime date di “La Musica Colta”.

Buona visione!