Lavorare per i bambini con la musica

I bambini. L’innocenza fatta persona.

Beh, non sempre. Siamo abituati a vederli con delle bambole, un pallone o delle macchinine in mano. Li vediamo sorridenti, con gli occhi sprizzanti di gioia, magari in braccio ai propri genitori o mano per la mano con i loro fratelli e sorelle. Ci sono però dei bambini che non hanno questa fortuna, che non hanno giocattoli in mano, ma fucili. Esseri UMANI a cui è stato rubato tutto: la famiglia, gli amici, una vita serena. Questo perché sono nati nel posto sbagliato al momento sbagliato, potremmo chiamarli i “dannati della guerra“, e dunque destinati ad avere gli occhi lucidi non per aver ricevuto un bel regalo, ma per lo scempio a cui devono assistere ogni giorno.

Ci sono, però, quelle persone che decidono di dedicare il proprio tempo a tutti coloro che non hanno avuto la fortuna di nascere in un Paese in cui la parola d’ordine non sia GUERRA o VIOLENZA. Persone che aiutano altre persone. Perché in fondo dovrebbe essere così: siamo tutti UMANI e abbiamo tutti bisogno degli altri. È un concetto così semplice, ma allo stesso tempo così complicato da far capire a questa società che pensa di risolvere tutto con la forza, che si definisce debole o stupida nel momento in cui depone le armi e abbraccia l’altro.

Non tutti sono così, per fortuna. Molte sono le persone disposte a rischiare la propria vita per condividerla con i meno fortunati.

La scorsa settimana ho avuto la possibilità di chiacchierare, seppur attraverso lo schermo, con un musicista. Si chiama Pietro Morello. Vi potrete chiedere che cosa c’entri tutto questo con un pianista. C’entra più di quanto immaginiate, perché questo ragazzo è un missionario. Si arma semplicemente del suo talento per far spuntare sul viso dei più piccoli un sorriso, per ridare un po’ di luce a quegli occhi così giovani ma già così spenti.

Ci tenevo a fare quest’introduzione alla video-intervista (che verte più sulla musica che su questo tema), non per celebrare le buone azioni di questo ragazzo o per scrivere delle belle parole. Le parole sono solo inchiostro che macchia un pezzo di carta, ma è proprio grazie a quella carta e a quell’inchiostro che le parole non vengono buttate al vento, ma vengono impresse nel tempo, proprio come una foto. Definitelo pure un altro, l’ennesimo articolo che vuole impietosire il lettore. A me non importa. Se io ho scritto queste parole è solo per ricordare ancora una volta, a me stessa e a voi, che ogni giorno abbiamo a che fare con PERSONE, con ESSERI UMANI, che hanno una dignità e che meritano rispetto, a prescindere dalla personalità, dal ceto sociale, dalle origini o da altre cavolate.

Detto ciò, vi lascio alla nostra chiacchierata. Ringrazio ancora una volta Pietro per la sua disponibilità.

PROFILI SOCIAL PIETRO MORELLO:

MIEI PROFILI SOCIAL:

La Musica Colta: evento estivo gelese

Domenica 18 Agosto si è svolto, presso l’ex convento delle Benedettine a Gela, l’evento dell’Estate Gelese intitolato “Musica colta”, organizzato dall’associazione ”Amici della Musica G. Navarra” e patrocinato dall’Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo. Si tratta di una delle tante serate dedicate all’ascolto di musica classica, jazz e canto lirico (per visionare le prossime date, andare a fine articolo). L’ultima data ha visto protagonista il duo composto dal violoncellista Francesco Angelico e dalla pianista Giulia Russo. Prima di pubblicare il video della loro esibizione, vorrei presentarvi brevemente i due musicisti.

Si tratta di un ensemble nato nel 2017.

Francesco Angelico è uno studente dell’ Istituto Superiore di Studi Musicali “Vincenzo Bellini” di Catania. Si perfeziona seguendo dei Masterclass dei maestri Hoffmann e G. Sollima. Si è esibito nei più importanti teatri del panorama italiano, come l’Auditorium “G. Agnelli” di Torino e il Teatro “Laura Rossi” di Macerata insieme all’orchestra G. Sinopoli. Ha vinto importanti concorsi solistici, come il “Placido Mandanici” e il “B. Albanese”.

Giulia Russo ha ottenuto il diploma e la laurea specialistica con il massimo dei voti e lode, dignità di stampa e incisione discografica sotto la guida del maestro Maria Santina Schillaci. Si è esibita in concerto in formazioni cameristiche e da solista in importanti palcoscenici come il Mozarteum di Salisburgo e Milano Piano City 2019. Nel 2016 ha debuttato da solista con l’orchestra dell’Istituto “Vincenzo Bellini”, eseguendo il Concerto n° 3 di Beethoven.

Il duo ha vinto il Primo Premio Assoluto e il Premio Interpretazione al Concorso Nazionale “Amigdala” 2019.

Ma non è finita qui: l’evento ha riservato una sorpresa che è stata abbastanza gradita dal pubblico. Alla serata ha infatti partecipato un ospite speciale: si tratta del piccolo grande pianista romano Gabriele Ricupero. A soli 12 anni, è un portento: riesce ad eseguire interi brani di musica classica in modo eccellente; ma, indovinate un po’… senza leggere lo spartito! Domenica ho avuto modo di scambiare due chiacchiere con lui. Ecco a voi il risultato.

Ne approfitto per ringraziare i genitori di Gabriele che mi hanno dato il permesso di pubblicare questa piccola “intervista”. Vi lascio con il video dell’esibizione di Gabriele. Ricordo che alla fine dell’articolo troverete le prossime date di “La Musica Colta”.

Buona visione!