Solo ciuffo …

“Chi saranno mai i componenti di questo gruppo?”: era questa la frase finale dello scorso post . 

Proviamo a pensare al 2015 … Quale band andava in voga in quel periodo? 

Vi dò qualche indizio: dei ciuffi, dei chiodi in pelle, il tormentone che ti entra in testa e non ti esce più. 

Ricordo la pubblicità del serale di Amici 2015, in cui ogni concorrente affermava per quale motivo meritava la vittoria. (Link della pubblicità: http://www.wittytv.it/amici/amici-lo-vinco-perche/525920/ ).


Non sopportavo il momento in cui trasmettevano questa pubblicità perché c’era una band che diceva : “Vinciamo perché … Uohohohoh! “.

Quell’anno non avevo seguito Amici, di conseguenza non conoscevo questo gruppo musicale.

Mi sono quindi fidata della mia prima impressione : questi faranno successo per un anno e poi verranno sostituiti da qualcuno che ammalierà meglio le ragazzine … scompariranno presto dal panorama musicale. Sanno suonare soltanto quattro accordi, e si reputano già una band … 

Mi comportavo come la maggior parte delle persone: giudicavo senza conoscere.


Ma un giorno, andando in sartoria, un amico di mio padre mi fece ascoltare una cover che avevano presentato ad Amici: “Il mondo”, brano proposto da Francesco Renga, ft. “We are young” (https://www.youtube.com/watch?v=1vG7w797nUQ). 

Quando tornai a casa, decisi di scaricare il video della loro esibizione. Più lo guardavo,  più mi rendevo conto che dietro quell’apparente superficialità c’era tanto lavoro, tanto sudore e tanta energia che sprigionavano al pubblico e che esso ricambiava saltando e ballando. 

Mi colpì la loro freschezza e la loro maturità artistica. 

Dopo aver ascoltato qualche loro inedito, la mia curiosità di conoscerli meglio aumentò. Decisi allora di informarmi su di loro guardando qualche loro intervista sul web. 

Da quel momento non smisi più di seguirli. 

Mi sono “affezionata” sempre di più a loro e alle loro canzoni, soprattutto quella che all’inizio non apprezzavo per nulla, anzi … : “everytime” . 

Come ho già detto, quello era un periodo un pò difficile per me. La chiave di svolta l’ho avuto anche grazie a quella canzone.

Una tra le frasi che mi hanno colpito di più è stata: “everytime you just try to be a rainbow in someone’s cloud” (ogni volta che provi ad essere un arcobaleno nelle nuvole di qualcuno) . Ho capito che dovevo mettere da parte quello che mi era successo , dovevo ricominciare, ma prima di tutto dovevo cambiare. Dovevo cambiare il mio modo di vedere le cose, il mio comportamento : dovevo essere più “scialla”, meno timida ed introversa,  dovevo uscire dal mio guscio ed aprirmi al mondo. Ciò non vuol dire che dovevo fidarmi di tutti: dovevo semplicemente imparare a parlare con tutti, anche con coloro con cui non andavo molto d’accordo. 

Come dice mia nonna, “Sii pura come una colomba, ma scaltra come un serpente! “

Le relazioni con gli altri aiutano a lavorare sul proprio carattere e a migliorarsi. Ed è quello che ho cercato di fare in questi tre anni. 

Inoltre , un pomeriggio estivo mi trovavo a Caposoprano (un quartiere gelese) . Avevo appena litigato con mia madre (in quel periodo ero particolarmente nervosa). Avevo bisogno di parlare con qualcuno. 

Mi chiedevo quindi chi abitasse lì vicino. 

Mi ricordai allora di una mia compagna di classe con cui avevo un po’ “allentato” la mia amicizia. 

Decisi allora di fare il primo passo e di chiamarla. Ci incontrammo , parlammo molto quel pomeriggio, chiarimmo le nostre piccole incomprensioni, e ritornammo amiche (forse più di prima). 

Quindi , morale della favola , fregatene dei giudizi della gente, valuta i consigli che ti vengono dati (prendili con le pinze), non seguire il pensiero della massa, ma pensa con la tua testa ,e non giudicare una persona dalla copertina : guarda dentro il suo cuore con la stessa delicatezza e meticolosità con cui leggi un libro! Non soffermarti a guardare la punta dell’iceberg che tutti possono vedere, ma vai sott’acqua, non aver paura di stare in apnea e guarda la sua parte sommersa (cit. James Joyce).

Stai sempre con gli occhi aperti , ma nel frattempo non farti troppi problemi. Cerca di vivere il più serenamente possibile, ama , ama sempre (amo irresponsabilmente tanto che non riesco a smettere), e carpe diem: cogli l’attimo. Vivi le piccole cose , e soprattutto goditi l’affetto dei tuoi familiari , che sicuramente è quello più sincero.

Concludo questo articolo con il ritornello di una bellissima canzone: Ama chi ti vuole bene, di un’artista che io stimo moltissimo.


Regala il sole a un davanzale

da dove tutto sembra uguale
regale il peggio che hai da dare
giusto per ricominciare
e fai quel gesto che sono
anni che ti prometti di fare
e vendi l’anima una volta
che forse non c’è niente di male

Regala un giorno di silenzio
se non c’è chi sa ascoltare
regalati il posto in cui per ora
non sei mai potuto andare
fai una torta così grande
che tutta Milano la può mangiare
e telefona a tua madre
che sei sicuro che ti vuole bene! 

Ama chi ti vuole bene !

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