Il grest che passion… che atomica invenzion!!!

Giorno 25 luglio si è concluso il GR. EST. “Yubi 2018” organizzato presso l’Oratorio Salesiano di Gela. 

Come avevo già detto nel mio primo articolo (“INIZIO’ TUTTO”), l’oratorio è stato il luogo in cui ho preso coscienza della mia passione per la musica e che ha forgiato il mio carattere. Questo anche grazie al gr.est. (gruppo estate). Si tratta cioè di una “versione estiva” dell’oratorio dedicata ai ragazzi. 

Qui ho avuto la possibilità di mettermi alla prova come animatrice, nonché come educatrice dei bambini… un compito mooolto arduo, che mette a rischio la tua sanità mentale. A parte gli scherzi, come ogni cosa, ci sono i lati positivi e negativi e, nonostante tutto, fare l’animatrice è veramente un’esperienza che ti aiuta tantissimo nella tua crescita personale. 

Nel caso dell’oratorio salesiano di Gela, possono partecipare al grest i ragazzi che vanno dai 7 ai 15 anni, divisi in tre fasce: piccoli (7-9 anni), medi (10-12 anni), grandi (13-15 anni), divisi a loro volta in quattro squadre: Kame (colore rosso), Rui (verde),  Ichiro (arancione), Shiro (giallo). 

Ogni gr.est si basa su una storia: quest’anno il grest yubi racconta l’avventura di due giovani, Ichiro e Rui, appartenenti a due villaggi, Meyo e Sonkei, un tempo alleati. Ai due ragazzi è stato consegnato un mandato di Giada, grazie al quale Ichiro ha ricevuto lo scrigno della luce, mentre Rui ha ricevuto il pennello della parola. 

Nonostante le prime inimicizie, i due hanno deciso di collaborare per catturare le quattro luci che avrebbero sconfitto lo spirito della paura, regnante sovrano a causa dell’astio tra le due popolazioni. 

Ogni luce che Ichiro catturava con il suo scrigno grazie al pennello di Rui che scriveva il nome della luce e l’avvicinava a loro veniva custodita in un palazzo, il cui custode era Shiro, guida e consigliere dei due giovani. Altra figura importante è stata Tori, un pollo che è riuscito a combattere le sue paure interiori, salvando addirittura Ichiro e Rui dalle grinfie della paura. 

Questa storia è stata utilizzata per insegnare ai ragazzi qualcosa che va oltre i giochi, qualcosa di cui potranno fare tesoro ed utilizzare nella vita di tutti i giorni. Anche perché, loro sono gli adulti del domani, e noi animatori abbiamo il dovere di fare del nostro meglio (nonostante tutto) per cercare di trasmettere a questi ragazzi dei grandi valori (che, come ho detto, non sono illusioni, ma possono essere applicate nella società… dobbiamo crederci solo un po’ di più. Se solo ci provassimo, probabilmente il mondo non sarebbe così male… ). Quindi l’oratorio ha il compito di formare i giovani. Questo grazie alle formazione, attività svolta durante il grest una volta a settimana, in cui si fanno visionare degli episodi della storia, si sceglie una parola chiave e si discute su di essa. Una tra quelle che mi hanno colpito di più è stata quella del “coraggio”. Per la buona riuscita della formazione, gli animatori hanno preparato un percorso ad ostacoli. Dopo aver sistemato i bambini a coppie, è stato spiegato il gioco: ogni coppia doveva avere un bambino bendato che doveva superare glj ostacoli secondo le indicazioni dettate dal suo compagno. È stato bello vedere i bambini divertirsi, ma nello stesso tempo mettersi alla prova e fidarsi del proprio compagno (e non è facile). 

Ma il grest non è fatto solo di formazione. Come ho detto prima, ci sono i giochi (pallaguerra, lo scalpo, bandierina a 4, tiro alla fune, ecc… ), che vengono alternati la mattina e il pomeriggio con le attività. Quest’ultime mirano a spronare i bambini a fare qualcosa che potrà col tempo diventare non solouna passione, ma anche un vero e proprio hobby: calcio, pallavolo, basket, canto, ballo,zumba, laboratorio di moda, art attack, ping pong, ecc… (vi parlerò meglio dei giochi e delle attività in un altro articolo… Ci saranno delle piccole grandi sorprese, quindi stay tuned!).

Io ho avuto la possibilità di gestire insieme ad altri animatori l’attività canto (anche qui la musica mi ha attratta). È stato stupendo vedere, durante la serata finale, i bambini che cantavano emozionati le canzoni che avevamo provato un miliardo di volte… anch’io mi sono emozionata molto nel vederli, mi ha portata un po’ indietro nel tempo. E poi, nonostante tutto, i bambini sono dolci, spontanei, VERI… qualche volta dovremmo prendere esempio da loro, invece di stare sempre a sentenziare sulla loro spontaneità. 

Comunque, non voglio dilungarmi troppo, non voglio annoiarvi. Dico l’ultima cosa: quest’anno ho trovato alcuni bambini non facili da gestire, ma anche questo mi ha aiutata a crescere. Nonostante la mia squadra (Kame)  non abbia vinto, sono felice lo stesso, perché  farò tesoro di quest’esperienza. Spero che potrò mettere in atto gli insegnamenti ricevuti in questo mese di grest, e che l’anno prossimo (se avrò la possibilità, dato che andrò all’Università), farò ancora meglio. 

Vi lascio con delle foto scattate durante il grest.

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