Mamma, mamma … sono diventata famosa!

Ciao a tutti!

Mi scuso se ci ho messo un po’ per scrivere la continuazione dell’articolo precedente (http://lamusicadiadry.blogspot.com/2018/07/il-grest-che-passion-che-atomica.html), ma ho avuto diverse cose da fare, tra cui un piccolo viaggio (magari ne parlerò in un altro articolo).

Ho scelto questo titolo perché oggi trascriverò delle piccole interviste fatte ad alcune bambine frequentanti l’oratorio durante l’ultimo giorno di grest. Ho deciso di non parlare delle mie impressioni, bensì di lasciare la parola ai veri protagonisti: i ragazzi (e non solo …).

Mi è piaciuta la loro iniziale titubanza e timidezza, ma una volta rotto il ghiaccio, ho visto diverse bambine rincorrermi perché volevano essere intervistate, come se il mio blog fosse di fama mondiale. È anche questa la bellezza dei bambini: la loro ingenuità, spontaneità e fantasia. È quello che amo di più di loro, ed è per questo motivo che certe volte vorrei tornare bambina per ritrovare quella frizzantezza, quella luce negli occhi, quella voglia di vivere a colori. Per fregarmene dei giudizi della gente, per mostrarmi con le labbra sporche di gelato. Perché a quell’età non pensi a sembrare perfetta agli altri … non ne hai bisogno: la bellezza ce l’hai negli occhi e nel cuore, ce l’hai nel momento in cui pronunci delle frasi che lasciano tutti a bocca aperta, perché sorprendi tutti con la tua spontaneità.

Stash da piccolo (foto presa dal suo profilo instagram)



Ho deciso di trascrivere queste mini-interviste, ma spero che leggendole, immaginerete le espressioni di queste bambine. Io credo proprio che non dimenticherò facilmente  i loro occhi, i loro sorrisi e le loro facce apparentemente timide mentre parlavano.

Iniziamo da Sara, appartenente alla squadra kame (colore rosso).

IO: “Quali sono le tue impressioni riguardanti il grest Yubi 2018?”

SARA: “E’ stato tutto bello. Ho trovato degli animatori bravi, che hanno saputo ascoltarmi quando avevo bisogno di un consiglio. Ho inoltre fatto subito amicizia con i miei compagni di squadra, ed ho consolidato i rapporti con le persone che già conoscevo. Quindi mi piacerebbe partecipare nuovamente il prossimo anno.”

Passiamo a Sofia (squadra Rui, colore verde).

IO: “Scegli un aggettivo per descrivere il Grest”.

SOFIA: “Divertente. C’erano moltissimi giochi ed attività.”

IO: “Qual è stato il gioco che ti è piaciuto di più?”

SOFIA: “Pallaguerra” (un po’ come tutti i ragazzi).

IO: “Che mi dici invece dell’attività che hai scelto?”

SOFIA: “Allora, io ho scelto l’attività canto perché mi piace cantare, e vorrei continuare quest’attività per migliorare sempre di più”.

IO: “Cosa ti è piaciuto di più dell’attività “canto”?

SOFIA: “Il tema scelto e le canzoni (“Vivere a colori” e “Prendi un’emozione”), che si collegavano, appunto, al tema delle emozioni”.

Continuiamo con Naomi (squadra Shiro, colore giallo).

IO: “Qual è stato il tuo gioco preferito?”

NAOMI: “Tre passi”.

IO: “Come si gioca?”

NAOMI: “Ci sono due squadre. Il ragazzo di una squadra viene bendato, la squadra avversaria, sparsa per tutto il campo, deve cercare di non farsi prendere dal ragazzo bendato. Ogni ragazzo può però fare solo tre passi: se dopo questi viene toccato dal ragazzo bendato (che può muoversi liberamente lungo tutto il campo), viene eliminato.”

IO: “Quale attività fai?”

NAOMI: “Teatro. Ho scelto proprio questa attività perché l’anno scorso ho visto dei ragazzi recitare in oratorio (durante la serata finale del grest), e volevo far divertire come avevano fatto loro precedentemente.”

GIULIA (kame): “E’ stata una bellissima esperienza. Secondo me il grest è perfetto così com’è. Per questo mi piacerebbe tornare l’anno prossimo. Frequento l’oratorio da sei anni: avevo due anni quando sono venuta qui per la prima volta. Tra l’altro, anche mia mamma frequentava l’oratorio,e mi ha battezzata qui. E’ un luogo che amo perché mi permette di fare nuove amicizie e di crescere”.

GINEVRA (kame): “Frequento l’oratorio da un anno. L’attività che ho fatto durante il grest è stata ballo”.

IO: “Ti piacerebbe cambiare attività?”

GINEVRA: “Non so. Probabilmente continuerò col ballo, ma nel frattempo mi piacerebbe imparare qualche strumento musicale.”

IO: “Un’impressione veloce sugli animatori”.

GINEVRA: “Bravi e simpatici”.

P.s: Ma quanti complimenti stiamo ricevendo noi animatori!!! 🤩😍

GAIA (Ichiro, colore arancione): “Ho sette anni e mezzo. Frequento l’oratorio da un anno. Mi è piaciuto tanto il grest, e spero che resterà sempre così. Ho fatto canto come attività, ma anche danza classica (fuori dall’oratorio). Qui, invece, ho iniziato il Savio Club.”

IO: “Quindi da grande ti piacerebbe diventare un’artista, per esempio una cantante o una ballerina?”

GAIA: “No, mi piacerebbe fare la maestra delle elementari. Mi piacciono molto i bambini”

IO: “Hai qualche sorella?”

GAIA: “Si, due sorelle più piccole. Una ha 2 anni, l’altra nove mesi”

LETIZIA (Shiro): “E’ il più migliore di tutti i Grest del mondo! 😂 Ho fatto nuove amicizie un po’ con tutti, nonostante alcuni bambini all’inizio un po’ “severi”. Faccio canto come attività al grest. Suono già uno strumento: la chitalla … ehm, scusate, la chitarra. Mi ha insegnato mio fratello, che ha 10 anni.

Mi piacerebbe continuare con il canto e imparare a ballare. Da grande voglio fare la parrucchiera o la cantante!”

BEATRICE (Ichiro): “Ho sette anni e mezzo. Vado al grest qui in oratorio da due anni. La mia attività durante il grest è stata quella del canto, ma il resto dell’anno vado al Savio Club (sempre in oratorio).

Il canto è la mia più grande passione. A casa canto sempre. Prendo inoltre lezioni private di pianoforte.

Da grande vorrei cantare e scrivere canzoni, insomma … fare la cantautrice!”.

P.s: Faccio i complimenti a questa bambina. Già a quest’età ha le idee molto chiare!

ALESSANDRA (Rui): “Quest’anno al grest ho fatto canto. Suono anche il flauto, anche se da grande mi piacerebbe imparare a suonare il pianoforte. Durante l’anno in oratorio faccio manipolazione (art attack)”.

IO: “Cosa preferisci tra canto e manipolazione?”

ALESSANDRA: “Manipolazione. Mi piace molto creare, disegnare. Infatti da grande vorrei fare la stilista di moda!”.

Adesso è il turno di Matilde (Ichiro), 10 anni e mezzo, e Ginevra (Kame), 7 anni e mezzo. Sono amiche per la pelle, nonostante la differenza di età.

GINEVRA: “L’anno scorso eravamo nella stessa squadra. Io non avevo molti amici. Ho visto lei e mi sono affezionata subito”.

IO: “Che attività fate?”

GINEVRA: “Io ballo”.

MATILDE: “Canto”

IO: “Quali attività fate durante l’anno?”

MATILDE: “Io al Savio Club faccio canto, ma anche ballo fuori dall’oratorio”.

GINEVRA: “Io ginnastica, però non in oratorio”.

IO: “Un aggettivo per definire la vostra passione”

GINEVRA: “Io credo di essere nata per fare la ginnasta, per muovermi, dato che a 5 anni ho fatto la ruota senza che qualcuno me lo insegnasse. E’ stata una passione nata da me, nessuno mi ha spinto ad intraprendere questa strada. All’inizio mia mamma non voleva, ma alla fine sono riuscita a convincerla”.

MATILDE: “Io invece ho iniziato a fare canto qui in oratorio, perché secondo me è la mia passione. Infatti quest’anno mi sono presa di coraggio ed ho iniziato a studiare canto professionalmente. E’ una cosa che mi parte da dentro, che non so spiegare”.

IO: “Secondo me questa è una cosa che accomuna un po’ tutti gli artisti. La musica è un’arte, ed è un qualcosa che va al di là di tutto, è pura magia. E’ un qualcosa che riesce a far superare le tue paure. Tu, per esempio all’inizio, eri molto timida. Adesso sei riuscita ad abbattere questo muro e a salire sul palco più tranquilla. A proposito, quando sei sul palco, cosa senti?”

MATILDE: “Quando inizio a cantare sento qualcosa che mi porta a non smettere più, perché mi rende felice!

Quando sono di fronte al pubblico, cerco sempre di dare il massimo, anche se certe volte mi sento un po’ insicura. Preferisco sicuramente emozionare il pubblico che essere perfetta nella voce, ma non trasmettere nulla alla gente”.

IO: “Qual è stata la prima canzone che hai cantato in oratorio?”

MATILDE: “Se ricordo bene L’isola che non c’è”.

Ringrazio tutti i bambini che mi hanno permesso di scrivere questo articolo, sono stati tutti fantastici!


Ma non è finita qui, perché ho intervistato anche un’altra persona, di qualche annetto più grande.

Si chiama Andrea, ed è stato inviato da Messina nel nostro Oratorio per completare una parte della sua formazione che lo porterà a diventare sacerdote.

Iniziamo subito.

ANDREA: “Il grest è una macchina complessa che deve essere curata costantemente per offrire un servizio migliore ai ragazzi. Bisogna mirare avanti per la loro crescita, anche perché l’importante è non stare mai fermi, ma sentirsi sempre in cammino.

Per quanto riguarda i ragazzi, da una parte ho trovato giovani all’inizio diffidenti (non si aprivano subito).

Nonostante fosse difficile capirli e gestire la situazione, sono stati coloro che mi hanno lasciato di più.

Una cosa importante in questi casi è quella di stimolare la loro crescita, di non mollare la presa subito, ma di star loro dietro. Lo so, è difficile, ma è questo quello che fa la differenza. È facile fare l’animatore con i ragazzi meno vivaci. Dobbiamo ricordarci che ci sono 520 cuori che pulsano, al di là della “simpatia” o “antipatia”, al di là di tutto.

Concentrandomi più sugli animatori, ci sono diversi livelli di responsabilità in base alla maturità individuale, questo è ovvio, ma in generale c’è buona stoffa”.

IO: “ C’è qualcosa di questa grande macchina come la chiami tu che avresti voluto cambiare?”

ANDREA: “Si. Una cosa che dovrebbe essere sistemata è l’organizzazione. È importante non preparare le cose all’ultimo minuto. Si deve dare l’impressione di improvvisare, ma si deve sempre avere tutto sotto controllo. Perché i ragazzi se ne accorgono. E poi, se le cose vengono fatte all’ultimo momento, non puoi metterci tutto te stesso. Perché non sai bene quello che stai per fare.

Infine, credo che si debbano dare più possibilità ai ragazzi nell’esprimere i loro talenti. Da questo punto di vista, l’oratorio intero dovrebbe muoversi di più per far crescere i giovani maggiormente”.

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