It’s only up to you!

Buonasera a tutti!

Come state passando queste vacanze?

Io sono finalmente a casa, anche se giorno 7 Gennaio dovrò ritornare all’università a Ragusa.

Sto cercando di godermi questi giorni il più possibile stando con la mia famiglia, anche se queste vacanze mi stanno volando. Sto cercando anche di andare il più possibile in oratorio che, come ben sapete, considero la mia seconda casa. Nel frattempo, devo (naturalmente) studiare per gli esami di Gennaio e Febbraio … ma, nonostante tutto, ce la farò!

Dopo questa piccola premessa, passiamo al nocciolo del discorso.

Questo è un articolo un po’ diverso dai precedenti, ma ho deciso di scriverlo perché l’argomento mi ha toccata molto e tra l’altro si collega benissimo a quello che è l’obiettivo per cui è stato creato questo blog.

Quindi ho deciso di spezzare la serie di interviste (che pubblicherò a breve) per parlarvi di un avvenimento di circa dieci giorni fa (anzi ne approfitto per scusarmi per il ritardo, ma purtroppo non ho avuto modo di scrivere quest’articolo prima).

Come ho scritto nella “bio”, ho avuto la possibilità di aprire un mio blog sulla musica grazie all’alternanza scuola-lavoro diretta da Jacopo Fo. Il mio è quindi uno dei 383 blog creati da ragazzi gelesi per migliorare l’immagine di Gela sul web.

Proviamo a scrivere Gela su Google e vediamo cosa compare.

Tra le notizie più cercate troviamo “Gela rissa mamme”.

L’avvenimento che mi ha lasciata di più senza parole è stato proprio questo (e a quanto pare non solo me, ma anche diversi giornali, non solo locali e regionali, ma anche nazionali), perché non riesco a capire come sia possibile che due mamme litighino per un posto a sedere mentre si stava svolgendo una  recita di Natale presso l’istituto “Albani Roccella”. Ma la cosa grave non è soltanto il fatto che i bambini abbiano dovuto sospendere la recita (momento di gioia e di orgoglio per loro) a causa delle urla e del panico che, dalle due mamme, si è diffuso presso tutti i genitori presenti alla recita, ma soprattutto il fatto che questo è successo proprio durante una recita di Natale, in cui si parla di fratellanza, gioia, pace e serenità. E come può un bambino credere di poter vivere in un mondo dettato da questi valori se i primi a non metterli in pratica sono le persone che gli stanno accanto ogni giorno e che, in teoria, non dovrebbero provvedere soltanto alla sua crescita fisica, ma anche alla sua formazione come individuo in grado di vivere civilmente in una società per poi diventarne parte attiva?


I fatti constatano che, ancora una volta, i bambini sono stati una marcia avanti rispetto agli adulti (se si possono definire tali); cito un paragrafo dell’articolo uscito il 18 Dicembre sul giornale “La Sicilia”, che parla di “genitori adultescenti (adulti che non hanno mai smesso di fare gli adolescenti: mamme con le minigonne più corte delle figlie, papà depilati con zainetti più piccoli dei loro figli) e genitori spazzaneve (che si sostituiscono ai figli e risolvono al posto loro tutti i loro problemi)”.

È vergognoso pensare che i bambini siano più maturi dei genitori, perché sono riusciti a captare non solo il senso del Natale (che non sono i regali, ma che consiste nel far nascere Gesù nel nostro cuore), ma anche il significato della parola comunità che, per essere definita tale, deve essere CIVILE. Spero solo che gli insegnamenti positivi loro impartiti fino a questo momento non vengano spazzati via da questo episodio (che sicuramente lascerà un segno, forse indelebile, nella memoria dei bambini) e che questa nuova generazione sappia prendere coscienza di quali sono i veri valori su cui si basa la civiltà, in modo tale da civilizzare (probabilmente) i propri genitori che sembrano aver perso il “lume della ragione” e che tendono, come già detto prima, a restare eternamente giovani (e a quanto pare, non solo nell’aspetto, ma anche nel cervello).


Detto ciò, non voglio più allungare il brodo, ma mi sentivo in dovere di scrivere un mio pensiero su questo avvenimento, anche perché non credo sia giusto che Gela debba essere sempre dipinta agli occhi di tutti come lo scarto della Sicilia (di questo ne hanno parlato anche il “Corriere della Sera”, giornale milanese, e il “Ticino News”). Gela merita di essere considerata il fiore all’occhiello di questa bellissima isola, perché ha tantissime risorse (che purtroppo, dobbiamo dire la verità, i cittadini gelesi non sanno sfruttare).

Gela non è soltanto quello che i giornali dipingono, ossia una città in preda alla malavita e alla disorganizzazione più totale. I problemi ci sono, è inutile nasconderlo, ma ripeto, ci sono anche molti aspetti positivi di cui mai nessuno parla, come l’immenso patrimonio archeologico (alcuni reperti gelesi sono gelosamente conservati al British Museum di Londra) lasciato dai tantissimi popoli che hanno attraversato questa città, la sabbia dorata che caratterizza le sue spiagge (di cui Salvatore Quasimodo scrisse: “Sulla sabbia di Gela colore della paglia mi stendevo fanciullo in riva al mare, antico di Grecia con molti sogni, nei pugni, stretti nel petto. Là Eschilo esule misurò versi e passi sconsolati, In quel golfo arso l’aquila lo vide e fu l’ultimo giorno”), ma anche la sua tradizione culinaria.


Termino quest’articolo con l’amaro in bocca, ma nello stesso tempo con la speranza che, prima o poi, qualcosa cambierà.  Magari un giorno si conoscerà questa città soprattutto per le sue bellezze, e i gelesi potranno vantarsi di trovare sul web articoli che risaltino gli aspetti positivi della loro città natia.

Chiaramente il cambiamento deve partire dai cittadini. Io spero di poter dare il mio piccolo contributo con il mio blog, per far capire che mai niente è perduto, che la situazione può essere cambiata: basta partire dai piccoli gesti.

 “Se vuoi davvero cambiare il mondo, inizia rifacendo il tuo letto”. Parola dell’ammiraglio statunitense William Harry McRaven, ex comandante del ‘Joint Special Operations Command’ che ha guidato la squadra Seal nell’operazione ‘Lancia di Nettuno’, culminata con l’uccisione di Osama bin Laden. (paragrafo estratto dall’articolo dell’otto settembre duemilasedici di adnkronos).

Se mia mamma leggesse quest’articolo, si farebbe veramente una gran risata (Da che pulpito arriva la predica!).

Scherzi a parte, per sintetizzare ciò che ho detto nelle ultime righe:

       IT’S ONLY UP TO YOU!!! (DIPENDE SOLO DA TE!)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...