Ti ho aspettato per giorni, mesi ed anni

Io e l’Amoroso vestite allo stesso modo (io però con la panza e la faccia rossa, lei col fisico e il viso perfetti… ;’) ).

Buonasera!

Tempo fa avevo parlato dell’uscita del nuovo cd 10io di Alessandra Amoroso e delle date e luoghi dei firmacopie (https://passionfor.music.blog/2019/07/21/nuovo-cd-nuovi-firmacopie/ ).

Come sappiamo, Alessandra ha toccato diverse parti dell’Italia, tra cui la Sicilia, precisamente Catania, il 6 Ottobre.

Ho colto al volo l’occasione e ho convinto i miei genitori ad accompagnarmi.

A differenza dello scorso firma copie, stavolta non c’erano a farmi compagnia la mia compagna di liceo, nonché una tra le (pochissime) amiche strette che mi sono veramente rimaste accanto nonostante i litigi e le divergenze, poiché ormai diventata studentessa universitaria a Venezia (se n’è andata per sbarazzarsi di me… :’) ). Non c’era  neanche un mio ex compagno di liceo (anche lui fan sfegatatissimo di Ale), ormai studente universitario di Milano (praticamente solo io sono rimasta in Sicilia a studiare).

C’erano con me invece i miei due cugini, che ne hanno approfittato per passare una giornata insieme a me, dato che loro abitano in un paesino vicino Catania. Di conseguenza, non ci vediamo molto spesso, quindi questa è stata una buona occasione. E poi c’era l’Amoroso, ragione in più per incontrarci e divertirci insieme.

Prima di iniziare a parlare del firma copie, vorrei precisare perché sto scrivendo di questa giornata un mese e mezzo dopo.

Purtroppo non ho avuto  molto tempo a disposizione dato che ho dovuto organizzare il tutto sia per iscrivermi all’università di lingue a Ragusa (eh sì, ho continuato questo bellissimo cammino iniziato cinque anni fa al liceo, anche se giorno dopo giorno mi sto rendendo conto che sono due mondi diversi), sia per trovare casa.

Fatto questo primo preambolo, iniziamo!

Quel giorno ero emozionata, ma nel frattempo intontita. Non potevo credere che finalmente, dopo due anni, avrei incontrato di nuovo Alessandra. Sembra stupido da dire, ma lei per me non è solo una cantante: è stata e continua ad essere, dopo dieci anni, una fedele compagna di vita. Mi accompagna sempre con la sua voce e le sue canzoni che sanno sempre farmi riflettere. Sembra conoscermi alla perfezione, nonostante non ci siamo mai veramente incontrate. Questo è quello che riesce a fare la musica.

Perché lei sa sempre risollevarti o farti capire gli errori commessi. Potremmo chiederci come sia possibile tutto ciò. Chiamiamole coincidenze, o in qualsiasi altro modo, fatto sta che ogni volta che ascolto quell’armonia perfetta di note, sembra che essa abbia in riserbo per me un messaggio, una parola di conforto, una pacca sulla spalla, un incoraggiamento ad andare avanti nonostante le difficoltà.

E questo lo sento soprattutto grazie alle canzoni di “Sandrina”.

Come scrissi qualche mese fa a Roma durante il Sinodo dei Giovani con Papa Francesco, la musica è come la pizza: non si rifiuta mai.

Spero che nella mia vita non la rifiuterò mai, che continuerò a cercarla, e sono sicura che quando smetterò di farlo, sarà lei a trovarmi e a farsi desiderare nuovamente.

Chissà se un giorno riuscirò a fare della mia passione una professione.

Sarebbe una grandissima fortuna fare ciò che mi piace veramente, e mi rendo conto che è veramente difficile. Ma spero di rientrare nella cerchia ristretta dei fortunati.

Male che mi va, farò qualcosa concernente le lingue, e non sarebbe niente male, dato che a me piace tanto viaggiare, incontrare persone di lingue e culture diverse ed interagire con loro.

 Ma ritorniamo al presente, anzi, al 6 Ottobre 2018.

Ricordo che quella mattina non mi svegliai prestissimo, ma feci molta pressione ai miei genitori, dato che non vedevo l’ora di arrivare al centro commerciale per acquistare il cd e ritirare il pass.

Arrivammo a Catania verso le dodici e mezza, parcheggiammo la macchina ed andammo direttamente al negozio, dove comprai il cd. Successivamente feci la fila per ritirare il pass. Essi erano divisi in diversi colori che stabilivano l’ordine di entrata: avevano la priorità i pass verdi, poi quelli rossi, ed infine quelli gialli.

Io per fortuna avevo il pass verde, ma avevo davanti a me più di 650 persone!

Se avessi seguito l’ordine del pass e fossi andata a casa di mia cugina, non avrei avuto minimamente speranza di vedere l’Amoroso da vicino.

Di conseguenza, decisi di restare al centro commerciale per prendere il posto davanti.

Mi piazzai davanti il palco, dietro le transenne, mangiai un tramezzino, e restai lì fino alle 18, ora in cui iniziò il firma copie.

Può sembrare strano, ma quelle ore sono volate. Ho fatto amicizia con diverse ragazze, di conseguenza il tempo è passato ridendo ed ascoltando le canzoni del nuovo cd.

Inoltre, poco prima dell’inizio del firma copie, il presentatore ci ha intrattenuto con dei giochi e dei cori da fare durante l’evento. Ha inoltre chiesto se ci fosse qualcuno che volesse fare qualche domanda ad Ale; io ho alzato la mano impavidamente e ho espresso la mia domanda seguendo una sintassi perfetta.

Ci avete creduto, eh?

La domanda l’ho fatta davvero, ma ho parlato peggio di un bambino di cinque anni, e tra l’altro l’ho fatta solo al presentatore.

Sinceramente non so se poi le domande sono state formulate davanti ad Ale, anche perché ad un certo punto sono uscita fuori da quella massa di gente, e ci sono ritornata nel momento in cui si avvicinava il mio turno.

Comunque sia, dopo tanta attesa, finalmente Alessandra è salita sul palco (anche se all’inizio non me ne sono accorta, perché c’era la pianta vicino, e lei è così magra che si mimetizzava benissimo).

Dopo aver parlato un po’ del terremoto del giorno prima a Catania (come sappiamo, Ale è sempre molto sensibile a questi avvenimenti, tant’è vero che voleva annullare il firma copie per rispetto dei catanesi), ha iniziato a firmare i primi cd.

Nel frattempo (come ho già detto) sono uscita da quel labirinto di gente, dato che sarebbe stato inutile aspettare in fila, e ne ho approfittato per fare merenda con i miei cugini.

Dopo aver girato un po’ per il centro commerciale, abbiamo deciso di ritornare in fila, per poi superare le transenne e raggiungere tutti coloro che avessero un numero superiore al 651.

Più mi avvicinavo, più la tensione saliva. E come in ogni firma copie (Adriana non si smentisce mai), non potevo mica stare calma e godermi il momento … . Assolutamente no. Avevo in mano un sacchetto decorato con dentro un quadretto da regalare ad Ale ed un’agenda in cui attaccai la mia foto con lei fatta due anni prima al firma copie “Vivere a colori”. Avevo anche scritto una lettera, anzi, chiamatelo poema, che neanche la carta igienica Regina per quanto lunga sarebbe bastata per scrivere quel “piccolo pensiero”. Perché Adriana non sa sintetizzare, mai, specialmente quando si tratta di musica.

Ed è proprio per questo motivo che sono ancora seduta qui a scrivere quest’”articolo” a mezzanotte, perché non riesco a scrivere poco.

Comunque, mentre aspettavo, mi mettevo d’accordo con i miei cugini per chi dovesse consegnare il quadretto e chi la busta (non quella di C’è posta per te: battuta squallida, lo so, ma voglio scriverla lo stesso. Compatitemi, ho sonno, e domani, o per meglio dire, fra qualche ora ho pure la prova di Linguistica …). Infatti, mia cugina mi aveva fatto riflettere su un particolare: se avessi consegnato la busta chiusa, non avrei mai visto la sua reazione. Diverso sarebbe stato se invece le avessi consegnato direttamente il quadretto. E così feci.

Il problema è stato che ero talmente emozionata che sono andata da lei senza salutarla. Le ho consegnato direttamente il regalo dicendole: “Questo è per te”. Non so come sono riuscita a dirle: “Per favore potresti metterlo dentro il sacchetto, che dentro c’è un’agendina con una lettera per te?”.

E lei, dopo aver apprezzato il  mio piccolo regalo e dopo averlo conservato, mi disse: “La leggerò sicuramente”. Lo spero tanto, anche se mi sembra abbastanza difficile …).

Poi ci siamo fatti la foto … e basta. Come basta?! Incontri la tua cantante preferita e non l’abbracci, non le rivolgi neanche la parola? Esattamente. A stento le ho messo il braccio dietro la schiena mentre facevamo la foto, poi mi sono fatta prendere così tanto dal panico che stavo scendendo dal palco, ma poi mi sono ricordata dei miei cugini che avevano fatto la foto insieme a me. Così mi sono girata verso di loro e vidi che stavano parlando con Ale. Volevo ritornare da lei, ma ho pensato di lasciare spazio agli altri fan. Così me ne andai, come una cretina. Anzi, mi correggo, SONO una cretina. Mi sa tanto che la canzone STUPIDA non l’abbiano scritta per l’Amoroso, ma per me. Credo che questa sia la canzone che mi accompagnerà per tutta la vita.

E niente, questa è stata la mia esperienza (raccontata, naturalmente, in due parole, come al mio solito).

Spero di non avervi annoiato.

Adesso vado a dormire, che domani mi attende un’altra luuuunga giornata da universitaria.

P.S.: Pubblicherò al più presto i video del firma copie (se li trovo).

A presto!

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