Zitto che in radio ci sono le new hit!

Buon pomeriggio!

Come va? Spero bene.

Stavo scrivendo l’articolo sul “piccolo viaggio” che ho accennato nello scorso articolo, ma ho deciso di dedicare uno spazio del mio blog a due canzoni appena uscite : “La stessa”, di Alessandra Amoroso, e “Come le  onde”, che vede un featuring tra i The Kolors e J-Ax . Ma andiamo per ordine. 

Iniziamo dal pezzo più recente: La stessa, uscito precisamente il 12 Agosto, giorno del compleanno di Alessandra (link del video ufficiale: https://www.youtube.com/watch?v=iol7L98MksQ).

Questo brano segna il suo ritorno dopo quasi due anni di silenzio (tranne il singolo “Piccole cose” con Fedez e J-Ax il 20 Gennaio 2017).

L’ultimo cd di Alessandra, “Vivere a colori”, è uscito, infatti, il 15 gennaio 2016.

La stessa cantante salentina ha dichiarato che tiene molto a questo singolo, sia perché non voleva deludere i suoi fan che da tempo aspettano un nuovo cd, sia perché rappresenta quasi una rinascita (“Ragazza color autunno non sarò più”: è un verso della canzone che può riferirsi ad un periodo delicato che l’artista ha passato).

Ma parliamo del video. È ambientato a Burano, centro situato su una delle quattro isole della laguna di Venezia settentrionale. È la città più colorata d’Italia. Beh, non possiamo dar torto a coloro che hanno dato questa definizione: non per niente, il video mostra le mura delle case dipinte con colori accesi e diversi gli uni dagli altri. Probabilmente, la scelta della location può ricollegarsi al cd precedente (“Vivere a colori”) che può far presagire la voglia di restare, appunto, “la stessa”, come i suoi fan la conoscono, nonostante “cambia la giacca/la pelle e la destinazione”.

È un’esplosione di gioia (un po’ come in vivere a colori), ma secondo me la modalità è diversa: qui Alessandra sembra più matura, più consapevole di quello che vuole (probabilmente perché i due testi rappresentano due periodi diversi, uno più spensierato, uno più “adulto”).

Possiamo vederlo in tutta la prima strofa (Ridi, ridi come ridi tu , se ti va puoi restare però se piove ti prego accompagnami al mare, perché mi dà fastidio se c’è grigio da giorni e ricordare che dall’altra parte del mondo qualcuno guarda il sole), e nella seconda (L’amore si fa non lo s’impone, se ti va me lo insegni, però se ho voglia di uscire, lasciami fare, perché mi dà fastidio non muovere un passo e ricordare che dall’altra parte del mondo c’è chi toglie i tacchi per ballare).

Possiamo trovare questa maggiore “sicurezza” anche nell’espressione “ragazza color autunno non sarò più”, verso che fa parte di un “break” (se si può chiamare così), una sorta di pre-ritornello che si ripete durante la canzone con qualche piccola variazione (Ora che il vento ci spettina il cuore/ Ora che il mare riordina il cuore, dimmi che cos’altro ti sembra davvero importante, ora che cambio la giacca/la pelle e la destinazione ,ragazza colore autunno non sarò più!).

Poi troviamo il ritornello: “Tornerà la voglia di correre, vestiti così potremmo essere protagonisti di qualsiasi film, tornerò io, tornerai tu, torneranno le mode, le canzoni d’estate ,ma io sarò la stessa se ci sei tu).

È proprio quest’ultimo pezzo che mi fa riflettere. È come se si restasse uguali solo perché c’è quella persona, e non perché si vuole veramente. Forse questo verso è dedicato ai fan, che l’hanno fatta cambiare e migliorare. O forse è dedicato ad una persona speciale, al suo amore, Stefano Settepani.

Anche perché in un altro break c’è scritto: “Prenoterò il tuo buon umore e una camera con vista”.

Sicuramente, questa frase aveva un qualcosa di positivo, qualsiasi sia il suo significato. Certo è che la o le persone alla/e quale/i si rivolge deve/ono esserle molto cara/e.

Sottolineo che sono MIE supposizioni del tutto infondate. Non mi soffermo più di tanto, anche perché alla nostra Sandrina non piace molto parlare della sua vita PRIVATA (com’è giusto che sia), e a noi sta bene così.

Passiamo adesso al brano “Come le onde”. Come ho già anticipato, si tratta di una collaborazione dei the kolors con i rapper Fedez e J-Ax. Non è la prima volta che producono insieme un brano.Si ricorda infatti il brano “Assenzio”, che vede, oltre ai già citati, Levante come quinta artista del brano (https://www.youtube.com/watch?v=Lmwe6AzVOuA).Ma non voglio dilungarmi troppo. Concentriamoci sul nuovo brano.Si tratta di un pezzo fresco, estivo, potremmo definirlo un tormentone dell’estate 2018. Molti lo hanno definito anti-kolors, dato che  loro stessi hanno affermato di volersi distinguere dalla massa per avere una propria identità; questo mixando la musica anni ’80 con gli effetti della musica moderna. Ma, come ha anche precisato Stash in una storia su instagram, il pezzo è mooolto “koloriano”: infatti, l’assolo iniziale con la chitarrina assomiglia proprio a quello di everytime, il celebre uohohohoh che li ha lanciati verso il successo.


Un accento diverso lo troviamo invece nel video, che vede come protagonisti dei “mini-kolors”: un mini-Stash, un mini-Alex e un mini-Daniele, ma anche un mini-J ax che si esibiscono in una grande piazza mentre il pubblico si scatena tra balli e schizzi d’acqua (tra i tanti partecipanti possiamo vedere anche la youtuber Sofia Dalle Rive).Ma perché non partecipare personalmente al video?Anche questo è stato motivato da Stash, che ha spiegato la loro decisione.Stash ha motivato il tutto dicendo che, lasciando spazio ai bambini, hanno voluto dare al video quella leggerezza e spontaneità tipiche dei bambini, che invece il testo, più “adulto”, non ha.Quindi la scelta dell’immagine fanciullesca potrebbe sembrare in contrasto con il significato della canzone che, invece, è molto maturo.Ma io vorrei aggiungere il mio parere a riguardo. Secondo me, questa scelta potrebbe essere vista con occhi più critici nei confronti di una società che, anche con l’aiuto dei social network e di google, fa crescere prima i bambini, molto spesso privandoli della spensieratezza che deve caratterizzare la loro formazione personale. In poche parole, il bambino sviluppa una maturità-immaturità, ovvero una maturità in certi aspetti (che ripeto non dovrebbero appartenere al bambino, ma certi argomenti dovrebbero essere trattati in età adolescenziale-adulta), ma un’immaturità nel relazionarsi con la realtà tangibile del mondo esterno.Molto spesso, infatti, la tecnologia isola il bambino e lo porta a vivere in un mondo fantastico che gli fa perdere anche il minimo contatto con la realtà. Fino a quando si è bambini si potrebbe giustificare, ma se questo continua nella fase pre-adolescenziale e, ancora più gravemente, in quella adolescenziale, il ragazzo rischia di avere seri problemi nell’integrazione. E quando parlo di integrazione non mi riferisco soltanto al mancato o stilizzato rapporto con la famiglia e a scuola, ma si riferisce anche ad un futuro mondo del lavoro.Forse la maggior parte di voi mi sta considerando la critica bacchettona di turno, ma parlo così da animatrice di ragazzini a cui ho sentito dire cose non consone alla loro età.Sarà per le cattive compagnie, ma sarà anche per l’utilizzo sbagliato della rete.Comunque sia, credo che certe volte c’è bisogno di soffermarsi su certi argomenti e riflettere affinché non si crei una società di uomini- robot, di zombie con i paraocchi, ma di uomini-umani, che sanno ancora amare e darsi agli altri.Vi lascio con il link di un video che mi ha fatto riflettere molto, con la speranza che faccia meditare anche voi: 


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