FERMATI UN SOLO ISTANTE E ASCOLTA!

Hey, scusami, sto parlando con te! Si, tu, non nasconderti … vieni qui, non aver paura, non ce n’è bisogno.

Dovresti aver paura di quello che sei diventato tu. La società ti ha stravolto.

Mi ricordo di te: eri una bella  ragazza, ma quello che ti rendeva tale non era tanto il tuo aspetto fisico.

E dai, non offenderti, perché ti sto facendo un complimento.  Avevi gli occhi di un azzurro cielo che era impossibile da non notare perché pieno di vitalità e gioia di vivere.

Avevi tutta la vita davanti a te, avevi sogni, progetti.

Ma la società e quello che comunemente si chiama “destino” ti hanno cambiato.

Una semplice delusione ti ha fatto diventare una persona scettica, con i paraocchi, una persona che non ha più il coraggio di sognare. Perché i sogni sono destinati soltanto ai bambini. Poi si cresce. Certo …

La tua teoria non fa una piega. Però, voglio dirti una cosa: certo che mi stai proprio simpatica! Ti va di accompagnarmi al bar di fronte? Tranquilla, non ci sto provando. Voglio semplicemente fare una passeggiata con qualcuno. Sai, è da un bel po’ che non passo del tempo in compagnia, mi sento solo, abbandonato.

Ti prometto che se vieni con me, ti farò scoprire una cosa nuova, o per lo meno, una cosa che si trova dentro di te, ma che tu non consideri … col tempo te ne sei dimenticato.

Che cos’è? Non te lo dico! Mi dispiace, ma non ho trovato il tuo coniglietto che da piccola hai amato così tanto, ma che poi, durante una passeggiata con mamma al mercato hai perso.

Vuoi finirla di parlare? Stiamo solo perdendo tempo. Se continuiamo così, non facciamo in tempo!

Non è un film, fidati, è molto di più. Dai, andiamo!

Oh, finalmente ti sei convinta! Visto? Non ci voleva molto. Sediamoci qui. Sai che questo è il mio posto preferito? Ormai il barman non mi chiede più neanche dove voglio accomodarmi: ogni giorno vengo qui, mi siedo al solito posto, prendo il solito caffè, la solita brioche alla nutella, e aspetto. Chi? Chiunque.

No, non aspetto un mio parente o un mio amico. Aspetto semplicemente le persone … come te.

Non agitarti, tra poco capirai tutto. Lo sai che oggi è il tuo giorno fortunato? No, non hai vinto al superenalotto; si, hai perso quell’euro che hai giocato nella speranza di crearti una vita perfetta. Certo, perché alla base c’è quello. Non mentire: quante volte hai messo da parte l’affetto dei tuoi familiari per fare degli straordinari, per portare a casa quei 2 euro in più? Quanti saggi, recite e compleanni di tua figlia ti sei perso perché avevi una riunione di lavoro importantissima a Londra, a Parigi … più importante della tua famiglia!

Oggi voglio mostrarti una ricchezza diversa da quella che voi umani minimizzate con dei cerchi di ferro o dei rettangoli di carta. Guarda quanta gente c’è oggi! Non noti nulla? Beh, forse c’è troppa confusione per accorgertene. Forse la tua mente è ancora troppo piena di pensieri. E spostiamola questa gente! Ancora nulla? Si scusami, hai ragione, ancora troppi impegni che annebbiano la tua vista. Chiudi gli occhi … adesso riaprili. Vedi meglio adesso? Il vento ha spazzato via tutte le tue preoccupazioni. Adesso concentrati, ed osserva.   Guarda bene, non l’hai ancora vista? Ti do un indizio: guarda laggiù. Si, in quell’angolino. Oh, finalmente l’hai trovata! Quella ragazza, con il mento poggiato sulle ginocchia, con le cuffie nelle orecchie, immersa nei suoi pensieri e nei suoi sogni di adolescente. Cosa c’è di strano in lei? Non noti nulla? Dai, non ci credo. Aspetta … dai che stai capendo!

Non te ne accorgi? Le brillano gli occhi … sta sorridendo, anzi no … sta piangendo.

Adesso si asciuga le lacrime perché non vuole che gli altri si accorgano del suo pianto, ha troppa paura di far sentire i suoi singhiozzi e di essere considerata un’idiota. E ha ragione. Perché tu in questo momento stai pensando proprio questo:“ Perché fa così? Come fa una canzone a provocare il pianto di una persona? Non c’è un reale motivo per commuoversi, è solo una stupida canzone … i problemi per cui piangere e star male son ben altri. Se vuoi ti presto i miei, cara mia, almeno hai un buon motivo per comportarti così, dato che vuoi sfogarti! Certo che voi adolescenti siete pieni di complessi mentali così inutili e futili. Non sapete nulla della vita, non avete un minimo di coscienza su cosa siano veramente le difficoltà che dovrete affrontare nel vostro cammino. ”

Brava, finalmente sei riuscito ad accorgerti di lei. Ma ti sembra giusto il modo in cui ti comporti? Non solo ti sei ricordato di lei solo adesso, in più la etichetti.

Ma la colpa non è solo tua. L’hai descritta come tutti gli altri: una pazza esaurita. Non vergognarti del tuo pensiero: alla fine, tutti la chiamano così!

Che c’è? Si, anch’io sto piangendo. No, nonostante è primavera, i miei occhi non stanno lacrimando perché  soffro di allergia. Il mio pianto serve per sfogare la rabbia che ho dentro.

Quella ragazza che tu consideri anormale (in fin dei conti questo può essere considerato un complimento), non è altro che un corpo fragile, pieno di paure ed insicurezze, che vuole trovare il suo posto ideale tra una nota e l’altra. Mi esprimo meglio: vuole trovare la sedia giusta su cui sedersi, come ho fatto io prima, senza preoccuparsi di dar fastidio o di essere di troppo per qualcuno.

La cosa più grave è che lei questo posto l’ha trovato, ma nella musica, non nella società.

Si sente sempre come un pesce fuor d’acqua, non riesce a trovare un’armonia che la leghi alle persone.

Le auguro che un giorno riesca a non trovarsi così scomoda e buffa come si sente adesso, anche se devo fare una precisione: in realtà, lei non è così. Lei potrebbe essere molto di meglio, ma si chiude nel suo guscio e non riesce a far uscire la sua personalità. O forse si, ma solo quando ha un microfono in mano.

Guarda cosa ho trovato! Sono degli appunti salvati sul suo cellulare! Potrei sembrare invadente, ma sono troppo curioso di leggere cosa c’è scritto. Vediamo un po’ cosa c’è di interessante qui … ecco, trovato!

“Scusami se non riesco ad essere diversa, se sono noiosa, paranoica, ansiosa, se prendo le cose troppo sul serio. Credimi, io ci provo a non esternare le mie insicurezze, ad essere più “scialla”, solare, autoironica. Ma c’è qualcosa che mi blocca, non riesco a capire cos’è, non riesco a combatterlo. Mi piacerebbe trovare la chiave di quella porta che mi condurrebbe alla spensieratezza assoluta, e chiudere finalmente quel portone che rappresenta la fine di un percorso tortuoso, pieno di problemi che, molto probabilmente, non hanno una vera radice. Sono solo delle paure adolescenziali non represse. Forse sono state le persone che ho frequentato a farmi diventare così. Forse sono state tutte le delusioni che le persone mi hanno dato. Forse perché vedevo quello che loro non erano e non sarebbero mai riuscite a diventare: delle persone sincere, trasparenti. Ma molto spesso creiamo degli stereotipi di persone, dei vestiti da far indossare agli altri. Sì, vedi che stanno bene, ti piacciono. Peccato che quello  che tu hai plasmato non è altro che una maschera da far indossare a loro: perché  quei vestiti non rappresentano il loro vero stile.

Forse ho sbagliato in questo, ad avere dei preconcetti.  Insomma: mi aspettavo troppo da persone che non potevano darmi nulla. È stato quasi come un veleno che agisce piano piano: all’inizio non ti rendi conto di quello che stai bevendo. Soltanto alla fine realizzi che quella bevanda ti sta portando ad una degradazione lenta, ma efficace, e visibile (se sai aprire gli occhi). Non sto esagerando: le persone hanno avuto proprio questo effetto su di me. Hanno cercato di distruggere la mia personalità e la mia autostima. Ma io sono forte, e non mi farò abbattere da queste quattro vipere: combatterò affinché la mia vera personalità venga fuori. Ti assicuro che ci sto già lavorando. Non ti nascondo che un po’ paura di scoprire difetti che proprio non sopporto. Ma alla fine, sai che ti dico? Non mi importa! Tutti hanno i loro difetti, ma la cosa più importante è che i tuoi pregi riescano a farti brillare più di una stella e coprino le macchie più scure del tuo essere. Mi auguro che riuscirò in quest’intento molto presto! E perché no, auguro anche a te di trovare il tuo equilibrio, perché se credi di aver già una personalità delineata, mi dispiace dirtelo … ma non è così! Sai quanti cambiamenti faremo?! Adesso puoi sentirti la persona più sicura e forte del mondo, ma ti assicuro che basta una piccola foglia che si poggia sul tuo braccio a farti crollare il mondo addosso!

E sai perché lo spero non solo per me, ma anche per te? Perché ti voglio bene, e non smetterò mai di volertene. Magari tu non te ne accorgi neppure, forse sono inesistente per te, ma ti assicuro che per me non è la stessa cosa!

Adesso la smetto di parlare da sola. Buona vita a noi!”

……..

“So one, two, three, take my hand and come with me
Because you look so fine
That I really wanna make you mine.

I say you look so fine
That I really wanna make you mine!”

Ma che cos’è questo rumore? Benvenuta nel mondo reale, Adriana! Ti sta suonando la sveglia, sono le sette del mattino, devi andare a scuola. Pigrona, alzati! È tardi!

Era tutto un sogno. Non posso crederci, sembrava tutto così reale!

Sono le 23:45, è dalle 21:30 che scrivo ininterrottamente. Scrivo questo post non solo per pubblicarlo online, ma soprattutto per me stessa. Spero che quest’articolo non andrà perso, e che un giorno potrò rileggerlo.

Perché io non voglio diventare quella signora che ha messo da parte i suoi sogni e la sua famiglia per correre dietro ad un qualcosa che serve solo a finanziare il consumismo sfrenato della società. Perché quella è ossessione, non necessità! E spesso non ci accorgiamo delle cose veramente importanti (“E sentirti felice anche solo ad immaginare quelle piccole cose che non hai ancora!”). Spero che riuscirò a dare importanza alle giuste cose al momento giusto e a vivere la mia vita nel migliore dei modi, che riuscirò a cogliere ogni sua sfumatura, che non darò nulla per scontato, ma soprattutto … che lascerò vivere dentro di me quel bambino che ognuno di noi ha dentro (anche con l’aiuto della musica, perché no?!). Perché quella voce che parlava prima al “passante” non rappresenta altro che la nostra “vocina interiore”, quel desiderio di poter essere peter pan e vivere nell’isola che non c’è. Con questo non sto dicendo che dobbiamo vivere di illusioni, ma che credere nei propri sogni fa bene, ci fa sentire più padroni della nostra vita e del nostro destino.

Ma non dobbiamo dire soltanto di credere nei sogni, ma di metterli in pratica fino in fondo!

Ringrazio una persona che mi ha dato l’ispirazione per questo articolo.

Proprio grazie alla creazione di questo blog, dopo la stesura del primo articolo, mi è arrivato un messaggio che mi ha fatto riflettere molto. Si, perché io dicevo di credere nei miei sogni, ma in realtà non era così! Spero che il mittente del messaggio gradirà il mio gesto.

Questo è il testo: “ Veramente molto emozionante (il blog)! Se posso darti un consiglio (…) non smettere mai di credere in quello che fai! Continua a credere in te stessa e nella voglia di realizzare i tuoi sogni, non farti influenzare e scoraggiare dai giudizi altrui. Dritta per la tua strada dei tuoi sogni!”.

 P.S. : Nonostante questo articolo sembra che si distacchi un po’ dai precedenti, in realtà spiega il motivo per cui sono così legata alla musica. Nel prossimo post sarà tutto un po’ più chiaro. Alla prossima!

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