Intervista ai Break me down

Presentatevi!

Siamo i Breakmedown, una band Alternative Metal fondata a Milano nel 2017. 

Nel gennaio del 2018, con Faith Blurry alla voce, abbiamo pubblicato il primo Ep dal titolo “Resilience” registrato e mixato al Magnitude Studio da Matteo Magni, contenente 3 brani inediti, scritti e prodotti direttamente da noi. Tra le numerose date fatte in giro per la penisola, abbiamo aperto i concerti di artisti internazionali quali Crazy Town, Joe Stump’s Tower of Babel, Vinnie Moore e Lacuna Coil.

Nel Febbraio 2019 Faith ha abbandonato la band per seguire il suo personale percorso musicale. A Marzo 2019 è entrata nei BMD la nuova cantante Irene Franco.

La line-up attuale vede Irene Franco alla voce, Laerte Ungaro e Morris Steel alle chitarre, Giuseppe “LoChef” Greco al basso e Fabio Benedan alla batteria.

A Ottobre 2019 abbiamo pubblicato, su tutti i Digital Store, il primo disco “The Pond” preceduto da due singoli “Your Game” e “The Noose”! “The Pond” contiene undici tracce inedite, scritte e prodotte da noi, registrate e mixate ancora una volta da Matteo Magni.

A quali artisti vi ispirate? Quindi a quale dimensione vi sentite di appartenere maggiormente?

Ci ispiriamo ad artisti come : Alter bridge, Halestorm, Pantera, A Perfect Circle, Korn, Linkin Park, Tool, ecc.

Non ci siamo mai dati una vera e propria “etichetta” sul genere, c’è chi ci definisce Hard Rock, chi Metal, chi Alternative. Noi abbiamo ritenuto opportuno unire tutte queste definizioni che in qualche modo ci appartengono. Credo che possiamo tranquillamente collocarci nel genere Alternative Metal.

Nel 2018 sono usciti il vostro primo EP “Resilience” (con tre brani: Warrior, Necessary evil e Prisoner) e il singolo live “Trust”. Nel 2019 avete reso pubblici i singoli “Your game” e “The noose”.

Anche se è passato solo un anno, pensate ci sia stato un cambiamento nella produzione, scrittura e stesura dei testi e negli arrangiamenti dei vostri brani?

“Resilience” è stato pubblicato dopo pochi mesi dalla nostra formazione, ci conoscevamo poco. “The Pond” invece è stato un lavoro molto più curato e studiato e credo che si senta anche nella ricerca del suono che in questo disco è stata quasi maniacale. L’album non è direttamente collegato al vecchio ep, sono due storie separate. “Resilience” era una dichiarazione d’intenti, il disco invece racconta quello che abbiamo sotto gli occhi ma che non ci soffermiamo a guardare.

Se doveste convincere una persona a comprare un vostro CD, cosa le direste?

Le direi che fare questo disco per noi è stato terapeutico ed è un disco che vale la pena ascoltare. Magari potrebbe diventare la colonna sonora della sua giornata! 🙂

Ci sono momenti dell’anno in cui si deve fare un regalo e non si sa mai cosa regalare… perchè non un CD di una band emergente?! Potrebbe essere una bella scoperta oltre che un bel regalo (Buon Natale…visitate il nostro merch online 😉 )

Come usate i social network? Inoltre, cosa ne pensate di questa arma a doppio taglio?

Siamo consapevoli del fatto che i social aiutino molto, sono la vetrina più grande per chi fa musica, ma bisogna dedicarci molto tempo e attenzioni. Ovviamente siamo molto attivi su Facebook, Instagram, Twitter e sui nostri canali YouTube e Spotify. A volte è dura controllare tutto ma è il modo migliore per stare in contatto con chi ci segue e ci supporta.

Quali sono i vostri progetti futuri (cd, collaborazioni, featuring, eventi)?

I progetti in cantiere sono molteplici, non possiamo ancora scoprire tutte le carte ma sicuramente in cima alla lista c’è un piccolo tour per portare in giro il nostro disco sia nella nostra penisola che all’estero.

Grazie mille per la vostra disponibilità!

Grazie a te per averci dato la possibilità di parlare un po’ di noi.

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