Orizzonti verticali (Intervista alla band Atacama)

Chi dice che il bianco sia l’opposto del nero, la sinistra opposta alla destra, che gli orizzonti siano “orizzontali” e non possano essere posti in “verticale”? Come sosteneva il filosofo Cartesio, “Cogito ergo sum”, ovvero “Penso dunque sono”, ed essendo un essere pensante dubito di tutto tranne che di esistere. Oggi non vi mostrerò la mia chiacchierata con un filosofo (tranquilli😂), ma con una band, gli Atacama. Buona lettura!

Ciao! Presentatevi!

Siamo gli Atacama (il nome si riferisce a uno dei deserti più grandi del mondo, che si trova in Cile…).

Quando e come vi siete incontrati?

I fondatori del gruppo, Giulio Breschi e Federico Bartoli che tuttora rappresentano la sezione ritmica della band, si sono incontrati nel 2014 grazie a un amico comune, Jacopo, fratello dell’attuale moglie di Giulio, Giovanna. In realtà il primo scambio tra i due avviene in maniera burrascosa, proviamo a spiegarlo in poche parole. Giulio vive insieme a Jacopo e Giovanna a Firenze, Jacopo invita Federico, suo amico dai tempi del liceo, a dormire da lui. I due trascorrono una notte brava e al rientro Federico si dimentica il proprio cellulare giusto al piano di sotto, giusto poco fuori dalla camera di Giulio. Il cellulare inizia a suonare (una sveglia dimenticata o male impostata) alle 6 del mattino, Giulio è costretto ad alzarsi imprecando per spegnerlo e gridando “di chi è questo c***o di cellulare??!!”. Era di Federico.

Il vostro genere spazia dal rock al funky con sfumature miste di genere. Ce n’è uno, tuttavia, nel quale vi sentite più a casa?

Il nostro genere si può identificare con un Funk Rock in cui sono presenti anche elementi Prog e Fusion. Abbiamo cercato un amalgama originale tra queste influenze, non ci sembra che ce ne sia uno prevalente. La cosa da segnalare è che fino ad ora la nostra musica è sempre stata prevalentemente strumentale (il nostro album, in uscita in autunno, si chiama “Siamo Senza Parole”, e questo la dice lunga) mentre nel futuro potrebbe esserci spazio anche per una voce, con testi sicuramente in italiano.

Ci sono stati momenti di crescita musicale e della band nel senso di insieme di persone e non solo di musicisti che si divertono a suonare insieme?

Il rapporto tra Giulio e Federico è stato sicuramente motivo di crescita, trattandosi di due caratteri molto diversi, e non sono mancati scontri anche molto accesi. Non è mai mancata però neanche la fiducia e la riconoscenza reciproca. Il nostro sassofonista e percussionista Tommaso Mannelli è entrato da poco nel gruppo, ma siamo già molto in sintonia e spesso vengono fuori tematiche interessanti. Inoltre abbiamo imparato molto anche dai membri che poi si sono allontanati dal progetto, anche se i rapporti si interrompono non vuol dire che non abbiamo lasciato un segno, bello o brutto che sia.

L’album Orizzonti verticali è stato inizialmente registrato nel 2018. Si arricchisce molto fino ad arrivare all’estate 2020, periodo in cui esce l’album. Il disco è dunque un concentrato di tutte le sperimentazioni che gli Atacama hanno fatto fino ad oggi, giusto?

Orizzonti Verticali è stato il nostro primo videoclip, uscito nell’estate 2018. Quella fu un’ estate importante per noi, il momento del nostro vero e proprio “inizio”, in cui abbiamo suonato in molti locali in Toscana e dopo la quale abbiamo deciso di concentrarci sull’album. Registrammo il basso e la batteria di tutti i brani, dopodiché il nostro chitarrista smise di suonare con noi. Rimanemmo con queste basi ritmiche già pronte e decidemmo di fare suonare ogni brano a un chitarrista diverso, tutte persone che in qualche modo avevano avuto a che fare con noi, e sono venuti fuori spunti interessanti: talvolta i brani hanno preso direzioni inaspettate o acquisito atmosfere che non ci aspettavamo. È un altro dei motivi per cui l’album si chiama “Siamo Senza Parole”.

Il 2019 è un anno di svolta per le collaborazioni con diversi professionisti nel campo musicale e non solo: Daniele Biagini per la realizzazione di due colonne sonore per lo spettacolo “Spiriti Allegri” della Compagnia Teatrale Il Rubino; l’attrice Dora Donarelli, che accompagna le letture e le poesie dei classici nella cornice della Fondazione Jorio Vivarelli con i vostri brani, e Davide Calandra che crea il videoclip del vostro pezzo Tasti dolenti (solo per citarne alcuni). Avete degli artisti di nicchia con cui vi piacerebbe collaborare perché li sentite vicini al vostro mondo?

Le collaborazioni sono molto importanti per noi e ci hanno dato modo di conoscere anche persone come Tommaso, che attualmente suona con noi. Per quanto riguarda gli artisti italiani con cui ci piacerebbe collaborare, sicuramente Tosca, Riccardo Zappa, Tony Esposito ed Arisa.

Quali sono i vostri sogni nel cassetto, le vostre speranze per il futuro?

La speranza è di completare la nostra formazione (tutt’oggi in evoluzione): abbiamo bisogno di un/una cantante e di un chitarrista, siamo alla ricerca e abbiamo già diverso materiale nuovo su cui lavorare. Nel frattempo uscirà il nostro album, edito da Level 49. Beh, messa così la situazione non è male! ATACOME ON!

Grazie mille per il vostro tempo!

Grazie a te per questa possibilità. A presto!

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